sabato 17 marzo 2012

follia...

stavo pensando che i ricordi letterari sono importanti, sono incisivi, sono stimolanti, sono assai poco trascurabili, sono utili, sono indispensabili, e ci sono circostanze nelle quali, a vario titolo, e per motivi diversi, dal mio sterminato inconscio riemergono figure e vicende peculiari, anche non necessariamente positive, che si trasformano in una sorta di lente, attraverso la quale interpretare pensieri difficili e contingenti.

personaggi come Stella (in Follia di McGrath), perdutamente innamorata del suo Edgar, incurante della sua violenza, pronta a rinunciare a tutto ciò che, in realtà, serve a darle solo l'illusione di una vita felice, ed invece le regala solo una mediocre comodità... ma chi si accontenta di questa mediocrità non è forse pazzo? non è forse da pazzi lasciare che questa breve vita ci scivoli addosso senza lasciare traccia, vivere con gli occhi chiusi, essere colpevolmente refrattari alla felicità, rifiutarla persino in quei rarissimi casi in cui essa, di sua spontanea volontà, bussa alla nostra porta?

quella storia d'amore è una delle più travolgenti che io abbia mai letto, un amore estremo, per il quale si vive o si muore, si dimentica tutto, senza il quale sembra di non aver vissuto... tutto il resto del mondo perde di importanza, anche i legami più profondi, esiste solo quell'emozione, quella paura, quella follia... un amore folle, così folle da rapire una donna alla sua vita "normale", per trasportarla in un mondo completamente guidato dagli istinti, dove l'amore si mescola con l'odio, la gelosia non ha freni e la fisicità assume importanza vitale... il mondo della pazzia e dei suoi abitanti, e lei viene sopraffatta da questo universo e ne farà parte e non potrà più uscirne.

ma chi è il vero pazzo, allora..?

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